Ambiente 

Cuccioli di cinghiale recuperati sopra il San Martino, la denuncia degli Animalisti Genovesi: «Catturati con violenza e infilati in un sacco»

Erano finiti in un tubo nella zona verde sopra l’ospedale. L’associazione accusa gli agenti regionali di una cattura traumatica e chiede chiarimenti sulle modalità dell’intervento e interventi strutturali sulle recinzioni dell’area

È una denuncia durissima, affidata ai social, quella diffusa nelle ultime ore da un gruppo di animalisti genovesi dopo un intervento avvenuto nella giornata di oggi, 23 febbraio, nell’area verde sopra l’ospedale San Martino. Al centro del racconto ci sono quattro cuccioli di cinghiale, descritti come molto piccoli, che sarebbero rimasti intrappolati all’interno di un tubo senza riuscire a risalire, mentre la madre si sarebbe allontanata in cerca di cibo.

Secondo quanto riferito nel post, alcuni operatori presenti nell’area ospedaliera avrebbero provato a soccorrere i cinghialotti senza però riuscire a liberarli. A quel punto, sempre secondo la versione degli animalisti, sarebbe stato richiesto l’intervento della polizia locale che però non ha competenza su interventi di questo tipo e che avrebbe poi demandato la gestione agli agenti regionali. Ed è proprio su quanto accaduto in questa fase che si concentra la contestazione più pesante.

Gli attivisti sostengono infatti che i piccoli siano stati catturati e portati via infilati vivi in un sacco, una modalità che nel loro racconto viene definita crudele e traumatica. Nel testo pubblicato online il gruppo parla apertamente di trattamento inaccettabile e ipotizza possibili profili di maltrattamento, chiedendo che l’episodio non venga minimizzato né archiviato nel silenzio.

Nel post si afferma anche che, a loro giudizio, i cuccioli avrebbero potuto essere liberati e rimessi in condizione di tornare verso la madre, oppure, in alternativa, gestiti con procedure differenti e meno impattanti. Gli animalisti contestano in particolare l’assenza di sedazione preventiva, sostenendo che la cattura in quelle condizioni abbia provocato forte stress ai piccoli animali.

La protesta non si ferma al singolo episodio. Nel messaggio viene sollevato anche il tema della prevenzione, con il riferimento a presunte aperture nella rete a monte che delimita la grande area dell’ospedale. Secondo gli animalisti, si tratterebbe di criticità note da tempo e mai risolte in modo definitivo. Da qui la richiesta, formulata in modo polemico, di intervenire sulle recinzioni per evitare nuovi ingressi di fauna selvatica e nuovi episodi simili.

Il post si chiude con toni molto accesi e con un richiamo all’immagine della madre che, secondo gli autori della denuncia, tornerebbe a cercare invano i propri piccoli. Una ricostruzione che ha rapidamente acceso reazioni e commenti, rilanciando un tema da anni molto sensibile in città: la gestione dei cinghiali in ambito urbano, tra sicurezza pubblica, tutela animale e prevenzione.

In copertina: foto di repertorio


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